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settembre 2018 | GSAM Connect

Nuovo aggiornamento sui mercati | Volatilità delle Valute Emergenti

Riaprono le scuole e si torna sui mercati. In questo aggiornamento, analizzeremo i principali fattori alla base della recente volatilità delle valute dei Mercati Emergenti (ME), in particolare la Lira turca e il Peso argentino, specificando cosa stiamo monitorando per il futuro.

 

Cosa ha pesato sulle Valute dei Mercati Emergenti (ME) quest’anno?

La combinazione di un ​rallentamento della crescita globale (con lo scenario di forte crescita sincronizzata che ha generato forti flussi verso gli attivi dei Mercati Emergenti), la riduzione della liquidità globale e condizioni finanziarie più restrittive (con la Fed pronta ad effettuare complessivamente quattro rialzi quest’anno), le incertezze politiche, che hanno generato sentiment di avversione al rischio negli investitori, e un rialzo dei prezzi petroliferi, che può mettere alla prova le economie dei Paesi importatori netti di materie prime.

 

Cosa ha determinato la marcata debolezza nel corso dell’estate?

Eventi specifici nei singoli Paesi, tra cui le sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia, i timori sul fabbisogno di finanziamento esterno in Turchia e Argentina, e i dubbi sull’avanzamento delle riforme economiche in Sudafrica. Anche l’intensificazione delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina ha pesato sullo Yuan cinese e sulle valute dei Paesi dipendenti dalla crescita cinese.

 

Perché gli asset turchi hanno registrato un’eccessiva debolezza?

Le politiche macroeconomiche poco  ortodosse hanno portato degli squilibri macroeconomici, come una crescita superiore al livello tendenziale, un’inflazione superiore al target e un ampio deficit delle partite correnti. Ad agosto, un incidente diplomatico con gli Stati Uniti ha provocato l’applicazione di dazi mirati e di interventi sanzionatori che hanno condotto gli investitori a interrogarsi sulla capacità della Turchia di finanziare il suo ampio deficit delle partite correnti.

 

Quali fattori considerate per elaborare le previsioni sulla Turchia?

1) Gli interventi dei responsabili della politica monetaria, tra cui una manovra monetaria restrittiva, il rispetto del rigore fiscale, l’accettazione del riequilibrio economico e la capacità di ricapitalizzare il settore bancario e societario (nel caso in cui dovessero presentarsi delle pressioni sui finanziamenti); 2) la stabilità del settore bancario, compresa la capacità delle banche turche di rifinanziare l’indebitamento esterno nei prossimi mesi; e 3) il risanamento delle partite correnti che in parte avverrà a causa delle forze di mercato, poiché la debolezza della valuta e un rallentamento della crescita interna probabilmente comprimeranno le importazioni incrementando allo stesso tempo la competitività delle esportazioni.  

 

Perché gli asset dell’Argentina sono stati sotto pressione nelle ultime settimane?

Gli squilibri macroeconomici come un ampio deficit delle partite correnti indicano che l’Argentina è un Paese sensibile alle condizioni della liquidità globale e all’opinione degli investitori sulla credibilità dei responsabili della politica monetaria. In uno scenario di condizioni monetarie restrittive nei mercati sviluppati, la capacità dell’Argentina di accedere a fonti di finanziamento estere per rispettare il proprio fabbisogno di finanziamento è diminuita, spingendo il Presidente Mauricio Macri a richiedere al Fondo Monetario Internazionale (FMI) l’accelerazione dell’erogazione di un finanziamento per un importo massimo di $50 miliardi per soddisfare i propri obblighi di debito.    

 

Quali fattori state considerate per elaborare le previsioni sull’Argentina?

1) Gli interventi dei responsabili della politica monetaria, tra cui un rigore fiscale e un maggiore rigore monetario (la banca centrale ha già rialzato i tassi del 31,25% quest’anno); 2) un risanamento delle partite correnti che dovrebbe avvenire a seguito della moderazione della crescita e della riduzione dell’impatto nei proventi delle esportazioni agricole dovuto a una siccità nella parte iniziale dell’anno; 3) il sostegno del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e in particolare la chiarezza sulla tempistica e l’entità del suo pacchetto di aiuti; e 4) la stabilità domestica vista la perdita di fiducia nelle istituzioni tra i consumatori, le aziende, gli investitori e i risparmiatori del Paese.

 

Quali sono le vostre previsioni per i Mercati Emergenti (ME) più in generale?

I fondamentali economici per la maggior parte delle economie dei Mercati Emergenti sono solidi; gli squilibri delle partite correnti e le dinamiche crescita-inflazione sono migliorati negli anni recenti. Detto questo, riconosciamo che i Mercati Emergenti rappresentano una gamma di opportunità diversificata e quindi i rischi e le opportunità possono variare in base al Paese. Potrebbe essere necessaria della pazienza nel breve termine quando si stima il valore e il potenziale di risalita degli attivi dei Mercati Emergenti. Tuttavia, riteniamo che i fattori positivi strutturali di medio-lungo termine, il forte potenziale di crescita, le dinamiche demografiche favorevoli, un debito contenuto, la maggiore capacità di tenuta dei bilanci e il potenziale di crescita degli utili societari rimangano intatti. È importante sottolineare che non valutiamo i recenti eventi come un segnale premonitore per i Mercati Emergenti nel complesso, ma continuiamo a vedere potenziale d’investimento in tutta l'area emergente.  

 

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