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marzo 2018 | GSAM Connect

Politica europea: incertezza nel breve periodo, status quo nel lungo termine

Panoramica
 

  • Nelle elezioni italiane di domenica 4 marzo nessun partito ha raggiunto la maggioranza in Parlamento, mentre il partito anti-sistema Movimento 5 Stelle e gli euroscettici della Lega hanno registrato una percentuale di voti più alta del previsto.
  • Il numero di voti ottenuto dai partiti italiani anti-sistema, unitamente alla prospettiva del perdurare di una situazione di incertezza politica, ha contribuito all’aumento della volatilità di mercato post-elezioni.
  • Tuttavia, l’approvazione della coalizione in Germania tra il partito Socialdemocratico e l’Unione Cristiano-Democratica della Cancelliera Angela Merkel ha aiutato a mitigare il clima di incertezza politica.
  • Nel breve periodo, l’incertezza politica probabilmente rimarrà una fonte di volatilità, mentre nel lungo periodo riteniamo che l’esito delle elezioni di domenica avrà un impatto limitato sullo status quo politico in Europa, mentre il miglioramento del contesto macroeconomico europeo e globale dovrebbe limitarne l’impatto sui mercati finanziari.
     

Le previsioni di GSAM
 

Le elezioni politiche in Italia sono state le ultime – almeno per il momento – di una serie di elezioni europee che hanno catturato l’attenzione dei mercati finanziari, principalmente a causa dei timori riguardanti l’ascesa di partiti populisti e le implicazioni per la coesione dell’Eurozona. Tali timori sono diminuiti nel corso degli ultimi 12 mesi, grazie ai risultati favorevoli allo status quo politico nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania, nonché alla continuazione della ripresa economica in Europa. In contrasto con i risultati elettorali del 2017 nel resto d’Europa, in Italia si è vista una vittoria dei partiti anti-sistema.

Nel breve termine, l’assenza di una maggioranza di governo aumenta l’incertezza politica, mentre il supporto superiore al previsto ai partiti populisti e anti-sistema in Italia potrebbe riaccendere i timori degli investitori riguardo alla coesione dell’Eurozona. Nonostante la reazione iniziale del mercato sia stata moderata (poiché i mercati stavano già prezzando tale incertezza politica), il rinnovo dei timori sull’Europa potrebbe condurre a una possibile sottoperformance dei titoli di Stato italiani e a una generale debolezza degli attivi europei maggiormente esposti al rischio.

In questa fase, le modalità di formazione di un nuovo governo restano incerte, con molteplici scenari ancora possibili. Una coalizione formata da Movimento 5 Stelle e Lega è quella meno favorevole ai mercati, ma nonostante le probabilità che possa formarsi siano aumentate, continuiamo a considerare questo scenario come uno scenario di rischio e non di base. La formazione di un altro governo tecnico come soluzione temporanea resta anch’essa un’eventualità, con nuove elezioni possibili entro i prossimi 12 mesi. Nel complesso, crediamo che la maggiore possibilità che all’interno di una qualsiasi nuova coalizione di governo vi siano il Movimento 5 Stelle o la Lega aumenti la probabilità di un aumento del deficit fiscale e la pressione verso l’abolizione delle riforme. Ciononostante, sarà difficile ignorare i vincoli fiscali imposti dall’Unione Europea, dal momento che qualsiasi coalizione sarà probabilmente instabile e potrebbe incontrare difficoltà nel processo legislativo.

Mentre nel breve periodo l’attuale Primo Ministro Paolo Gentiloni resterà in carica fino alla formazione di un nuovo governo, nel lungo periodo l’incertezza politica potrebbe continuare a caratterizzare il panorama politico italiano, abituato a coalizioni fragili e a cambi di leadership. Riteniamo che a livello europeo la formazione di un governo di coalizione in Germania dovrebbe contribuire a ridurre significativamente il grado di incertezza politica in Europa. Infine, il contesto macroeconomico risulta molto più favorevole in questo momento; Italia ed Eurozona nel complesso stanno crescendo a livelli che non  si vedevano dal 2011, i tassi di interesse sono bassi e l’economia globale sta attraversando un periodo di espansione ampia e sincronizzata, che interessa sia le economie emergenti che quelle sviluppate.

In conclusione:

-       restiamo positivi sui titoli azionari europei e globali;

-       riteniamo che la debolezza nei Titoli di Stato italiani possa essere contenuta;

-       la volatilità nel breve periodo potrebbe creare opportunità di investimento.

 


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