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MARKET PULSE 
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Novembre 2018

MARKET PULSE

Prospettive macroeconomiche


Moderazione della crescita

Stiamo monitorando una tendenza al rallentamento nella crescita globale, che è decelerata a seguito delle condizioni finanziarie che sono divenute più restrittive, dell’accentuazione della retorica sul commercio e della persistente incertezza geopolitica. La crescita del PIL statunitense è rallentata al 3,5% nel 3T, le stime preliminari dei Purchasing Managers Index nell’Area Euro si sono indebolite e la forza del Dollaro ha generato difficoltà a livello internazionale. Scopri di più

I trend statunitensi 

Al 113esimo mese di espansione, l’economia statunitense sta per segnare un nuovo record. La disoccupazione al 3,7%, che a nostro avviso potrebbe toccare il 3% nel 2020, e un’inflazione già al livello target della Federal Reserve (Fed), indicano che un elevamento dei tassi è garantito. Sono aumentate infatti le aspettative di rialzo dei tassi della Fed, che avevano precedentemente sottovalutato i segnali di politica monetaria. A nostro avviso, il rallentamento statunitense previene un surriscaldamento ed è anche necessario per generare una crescita sostenibile. Scopri di più

Squilibri finanziari 'in equilibrio'

Proprio prima della crisi finanziaria globale, i prezzi dell’edilizia residenziale, le condizioni di finanziamento, il debito per mutui ipotecari, il credito al consumo e le passività del settore finanziario stavano tutti lanciando dei segnali di allerta. Attualmente, sebbene alcuni indicatori si trovino su livelli elevati, riteniamo che nel complesso la probabilità di una recessione simile al 2008 sia minima. Scopri di più

Elezioni di metà mandato

A seguito dei risultati delle elezioni statunitensi di metà mandato, con i Repubblicani che mantengono il controllo del Senato e i Democratici che conquistano il controllo della Camera, la spesa per infrastrutture potrebbe diventare l’unica area con un margine per una collaborazione trasversale, benché ci attendiamo che comunque si affievolisca lo stimolo alla crescita economica derivante dalla politica fiscale. Scopri di più

Prospettive di mercato


Le azioni potrebbero aver dimenticato i precedenti

Le forti vendite che hanno determinato un calo del 3,3% in una sola seduta nell’S&P 500 nel mese di ottobre hanno rappresentato un evento pari 8 deviazioni standard  senza adeguata giustificazione. Storicamente,
1) un ribasso delle azioni che coincide con un indice ISM in territorio espansivo ha preceduto un anno di rendimenti positivi;
2) i rendimenti delle azioni sono stati positivi nell’anno successivo alle elezioni di metà mandato; e
3) circa il 75% dei massimi del mercato azionario è avvenuto più di due anni dopo i massimi degli utili. Scopri di più

Stagione degli utili del 3T

A nostro avviso, i fondamentali delle società rimangono solidi. Gli utili aziendali si sono confrontati con l’attenzione degli investitori sull’aumento dei costi, sulla sostenibilità dei margini, sulla politica commerciale e sulle condizioni di finanziamento. La fiducia degli investitori nel frattempo è evoluta. La maggioranza delle società ha pubblicato i risultati e il 56% ha superato il consenso di oltre una deviazione standard; inoltre i margini sono aumentati poiché la crescita degli utili ha superato la crescita delle vendite. Scopri di più

Messaggi contrastanti

Nonostante il calo delle azioni di ottobre, pari al 7% per l’S&P 500, all’8% per il MSCI EAFE e al 9% per il MSCI Emerging Markets, il comparto obbligazionario ha registrato un andamento differente. Il credito è sceso meno del 2% e le obbligazioni degli enti territoriali sono rimaste invariate. Riteniamo che gli utili del 3T, le valutazioni delle azioni e il rialzo dei tassi d’interesse collochino le attività di rischio in una posizione più favorevole rispetto all’obbligazionario. Scopri di più

Crescita nelle Value

A nostro avviso gli investitori dovrebbero prepararsi a una fine della notevole dominanza delle azioni growth sulle value. Già si è manifestata un’inversione di un certo livello durante la volatilità del mercato di ottobre, quando le azioni growth hanno registrato una netta sottoperformance. Nella pagina successiva, illustriamo come l’andamento delle growth abbia creato dei sovrappesi nelle allocazioni miste; per gli investitori potrebbe essere opportuno un riassetto. Scopri di più

Stile


I differenziali di valutazione tra le azioni growth e le value si trovano attualmente sui loro massimi storici, trainati da un aumento pluriennale dei rendimenti del settore Informatico e dei Beni di consumo discrezionali. Le azioni growth hanno dominato le value per 20 mesi consecutivi, il periodo mensile più lungo della serie. Sebbene sia difficile determinare il momento esatto per l’inversione di tendenza, dopo circa due anni di notevole dominanza delle growth, pensiamo che per gli investitori sia opportuno rivisitare i loro pesi di portafoglio per prepararsi alla possibilità di un cambiamento nella leadership di mercato.

Le azioni growth sono scambiate su livelli elevati rispetto alle value...

Le valutazioni delle azioni growth statunitensi ad elevata capitalizzazione si sono portate su livelli estremi rispetto alle loro controparti value-oriented. Secondo i parametri P/E e PB, il differenziale di valutazione oggi si colloca su un massimo pari rispettivamente a 7,6x e 5,8x. A nostro avviso, la recente volatilità del mercato ha sottolineato la potenziale vulnerabilità degli attuali differenziali di valutazione.

Fonte: Bloomberg e GSAM.

La sovraperformance delle growth potrebbe generare un orientamento spiccatamente pro-growth non desiderato in portafoglio.

Un portafoglio non adeguatamente ribilanciato rischia quindi di acquisire un orientamento growth nel corso del tempo, influenzato dai forti rendimenti di tali azioni. Nei periodi a 1, 2 e 3 anni, un portafoglio bilanciato avrebbe creato un sovrappeso delle growth rispettivamente pari al 4%, 5% e 3%. Per gli investitori potrebbe essere opportuno considerare di procedere a un riassetto strategico dei portafogli a essere ben posizionati per un ritorno della leadership delle value.

Fonte: Bloomberg e GSAM.
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